Napolitano vuol dire fiducia

Un governissimo no, quello non s’intravede, ma nelle mani del Quirinale c’è forse la chiave d’un esecutivo “neutrale” per uscire dallo stallo. Il tentativo di Pier Luigi Bersani di limitare, fino a paralizzarla, la libertà di iniziativa del capo dello stato ha trovato un limite naturale nella disponibilità assicurata dal Pd: ci rimettiamo all’iniziativa di Giorgio Napolitano, la sosterremo responsabilmente. Sembra il prologo a un governo di scopo di conio quirinalizio, ma basterà? Leggi Pd: "No al governissimo, abbiamo fiducia in Napolitano"
29 MAR 13
Ultimo aggiornamento: 10:43 | 6 AGO 20
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Un governissimo no, quello non s’intravede, ma nelle mani del Quirinale c’è forse la chiave d’un esecutivo “neutrale” per uscire dallo stallo. Il tentativo di Pier Luigi Bersani di limitare, fino a paralizzarla, la libertà di iniziativa del capo dello stato ha trovato un limite naturale nella disponibilità assicurata dal Pd: ci rimettiamo all’iniziativa di Giorgio Napolitano, la sosterremo responsabilmente. Sembra il prologo a un governo di scopo di conio quirinalizio, ma basterà? Napolitano ha svolto personalmente un compito di verifica cui avrebbe volentieri rinunciato. Completando in una sola giornata i suoi stringati colloqui, ha messo in luce la lungaggine insopportabile di quelli estesi a rappresentanze e singole persone che aveva condotto il segretario democratico. Una volta assunte le informazioni, Napolitano ha prospettato alla delegazione ufficiale del Pd il quadro reale della situazione: Grillo spara nell’aria; Pd e Lega dicono no a un governo tecnico e sì a tutto il resto; solo Vendola è favorevole a mandare Bersani davanti alle Camere, ma non c’è autarchia in Senato.
Il Quirinale esige un sostegno politico senza preclusioni ed è sempre meno credibile che la dirigenza del Pd sia disposta a immolarsi sull’altare dell’ostinazione bersaniana. Certo è che bloccare la governabilità, in una situazione così convulsa, è un atto grave e Napolitano non vuole che neppure l’ombra di questa responsabilità ricada su di lui. La sua prudenza e la sua tolleranza non sono illimitate. E’ possibile, come dicono alcuni, che stia ancora minacciando di dimettersi. L’ultima prova, per lui, è anche la più dura: sarebbe davvero triste vederlo chiudere la sua carriera col cedimento a un ricatto fazioso.